Sono numerosi gli articoli che parlano dei diamanti sintetici ed è crescente il numero di aziende che propongono questo tipo di prodotto al posto della pietra naturale (il mercato è in forte crescita). Si ricorda che le pietre sintetiche sono prodotti artificiali aventi essenzialmente la stessa composizione chimica, proprietà fisiche e struttura delle loro controparti naturali. Per una descrizione estesa dei diamanti sintetici e dei fattori etici/commerciali implicati, si rimanda ad altri articoli; scopo invece di questo articolo è quello di proporre una breve descrizione dell’identificatore di diamanti sintetici SDS II (Synthetic Diamond Screener II). Questo strumento è stato progettato per l’identificazione dei diamanti incolori di Tipo IIa (di natura potenzialmente sintetica) dai diamanti incolori di Tipo I.

I diamanti possono essere classificati in due tipologie. Normalmente i diamanti di Tipo I contengono impurità composte principalmente da atomi di azoto. A tale tipologia appartiene circa il 98% di tutti i diamanti naturali. Normalmente i diamanti di Tipo I possono essere incolori, tendenti al marrone, al giallo o all’arancione, anche se in realtà in questa categoria è possibile trovare diamanti di qualunque colore ad eccezione delle varianti blu. I diamanti di Tipo II invece rappresentano il restante 2% dei diamanti naturali e si contraddistinguono per il contenuto ridotto o comunque non rilevabile di atomi di azoto. La categoria dei diamanti di Tipo II può essere ulteriormente suddivisa in due sottocategorie, la Tipo IIa (sono quelli normalmente caratterizzati dalla massima purezza di colore, con tonalità che oscillano dalla totale o quasi totale assenza di colore, fino alle colorazioni gialle, marroni, arancioni, rosa, rosse o viola) e la Tipo IIb (normalmente non sono incolori, ma caratterizzati da tonalità blu, marroni o grigie – contengono atomi di boro).

Attualmente i diamanti incolori di origine sintetica nota, appartengono al Tipo IIa, cioè diamanti incolori che non presentano alcuna traccia rilevabile di atomi di azoto. I diamanti sintetici di Tipo IIa possono essere creati sia mediante la tecnica di sintesi basata sulla deposizione chimica in fase vapore (CVD), oppure mediante il metodo ad alta pressione e temperatura (HPHT). Il dispositivo SDS II consente di identificare i diamanti incolori di tipo IIa, che potrebbero essere diamanti di tipo sintetico. Tuttavia, il dispositivo non è in grado di identificare il tipo di processo utilizzato per realizzare il diamante sintetico. Quando sottoposti a irradiazione UV profonda, i diamanti di Tipo I e IIa assorbono quantità differenti di luce UV. Tale differenza di assorbimento è sufficiente per consentire una differenziazione tra diamanti incolori di Tipo I e IIa. SDS II è stato progettato e realizzato sulla base di questo principio.

Seppur l’ingegno umano nel creare prodotti dall’alto contenuto tecnologico come i diamanti sintetici sia una qualità da sottolineare (qualcuno sostiene anche per motivi etici), tutti dovremmo sempre ricordare che una gemma è un prodotto della natura che si è misteriosamente formato e accresciuto all’interno della terra..don’t forget!